| Opera buffa (1973) 29'17" |
Dal booklet del CD:
Il bello [2'19"]
Di mamme ce n'è una sola [4'27"]
La Genesi [6'58"]
Fantoni Cesira [3'32"]
Talkin' sul sesso [6'22"]
La fiera di San Lazzaro [5'39"]
Il bello Di mamme ce n'è una sola
Come una capinera, sono in terra straniera
Refrain
Di mamme, ce n'è una sola, ma caro figliolo, di babbo uno solo non sempre ce n'è!
Seconda strofa, che tira all'erotismo
Più d'una donna procace ha simulato l'amor
(c'è tutto!)
ritorno al mio vecchio quartiere, fra i glicini in fiore e ti canto così.
Everybody, con sentimento
Le mamme son tutte belle, anche se vecchierelle son come le stelle che brillan nel ciel. La Genesi Fantoni Cesira
Bello, col vestito della festa;
bello, con la brillantina in testa;
bello, con le scarpe di Koppale
e l'andata un po' per male,
ed in bocca il riso amar...
Le donne treman, quando monto la Gilera;
fremono, aspettando alla balera;
muoiono, spasimando nell'attesa
che ad un mio cenno d'intesa
io le stringa nel casché
(modestamente! olé!)
Poi mi decido e avanzo tra la folla
e con un fischio invito la più bella;
lei mi stramazza sulla spalla, poverina,
quell'odor di brillantina è il profumo dell'amor
e mentre il tango dolcemente vola
sussurro piano: "bambola il tuo nome!"
Risponde dolce: "Sguazzinelli Argia,
sto qui in fondo alla via al centoventitré."
(Dimenticavo: olé!)
Bello, con la mossa, olé, dell'anca!
Bello, mentre turbina la danza;
bello con lo sguardo vellutato
ed il labbro corrucciato
e la voluttà nel cor!
La stringo forte in una spastica carezza
e nello spasimo una costola si spezza,
ma che m'importa, poiché sono quasi un mito:
questo è il minimo tributo che una donna pagar de';
(Sono fatale! Olé)
Tace il violino, si tace la chitarra,
sazio d'amore la risbatto sulla panca,
lei sta piangendo il suo dolore, poverina,
quell'odor di brillantina non scorderà mai più.
Mentre la notte tenebrosa impera
risalto al volo sulla mia Gilera:
per questa sera ho troppo amato, e sono stanco,
la notte tutta in bianco non posso far perché
sono anemico! Olé!
Devo confessare, poi che... ho avuto anch'io, veramente, un periodo in cui... da... da bello di balera, cioè, non ero molto bello, in realtà... no, allora, mi ricordo con... con agghiacciante terrore che circolavo con una giacca di jersey blu con dei risvoltini azzurri, qui, filettati, occhiale nero e cravatta rossa con i titoli dei giornali in cima, che è una cosa... Giuro. Giuro, ho fatto anche questo, ho fatto anche questo. Ero molto giovane, però, e... no, da questo periodo però viene tutta la mia conoscenza di canzoni di... direi, d'epoca. E anch'io ho concepito un certo periodo in cui ho scritto canzoni di questo genere. È stata una specie di crisi, no? E una di queste è una canzone che... così, direi, risolve un annoso problema, cioè quello che riguarda la mamma.
ma quando penso al mio cielo e al mio casolare
mi par di morir.
Or che la mamma e' lontana, la mia chitarra romana,
la pizza napoletana, l'azzurra marina, ahimè, più non ho,
e allor come in sogno venuta, la bianca testina canuta
mi porta al mio vecchio quartiere, tra i glicini in fiore
e mi canta così.
La mamma sol ti consola, la piccola casa, l'angusta dimora, par quella d'un re.
Figliuolo, ora sei lontano da me: laggiu' sono ricchi, e di mamme ne han tre;
ma la tua mamma è italiana, e ne val cento da sé.
con un suo bacio mendace, promessa fallace di un attimo sol.
Via quell'amor mercenario, vattene femmina ignuda!
Ogni tuo bacio sensuale è un bacio di Giuda al sapor di champagne.
Che cosa cercavo laggiù, fra azzurre e sensuali abat-jours,
Le mamme son tutte bianche, son curve e stanche; io voglio tornare, mamma, da te.
Se un dì me ne andai non lo voglio far più:
io voglio tornare per sempre laggiù
dalla mia mamma italiana e non lasciarla mai più.
Una canzone molto più... più... seria e più impegnata, oserei dire impegnatissima; una canzone che mi è stata ispirata... a me succede poche volte, però questa canzone mi è stata ispirata direttamente dall'Alto. Ero lì, nel mio candido lettino, e ho sentito una voce che diceva: "Francesco!" Dico: "socc..., chi è?" Dico "Oeh?" Dice... "svegliati, sono il tuo Dio". E allora così, in questo modo sollecitato, ho pensato di... di... fare un'opera musicale colossale e mettere in musica l'Antico Testamento. Per ora sono riuscito a fare soltanto la Genesi... che è la vera storia della creazione del mondo.
Per capire la nostra storia bisogna farsi ad un tempo remoto.
C'era un vecchio con la barba bianca: lui, la sua barba, ed il resto era vuoto.
Voi capirete che in tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava;
si aggiunga a questo che inspiegabilmente nessuno aveva la tivù inventata.
"Be', poco male", pensò il vecchio un giorno: "a questo affare ci penserò io.
Sembra impossibil ma in roba del genere, modestia a parte, ci so far da Dio."
Dixit. Ma poi toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran boato.
Come tivù non valeva un bel niente ma l'universo era stato creato.
"Come son bravo che a tempo perso ti ho creato l'Universo!
Non mi sembra per niente male: sono davvero un tipo geniale!
Zitto, Lucifero, non disturbare, non stare sempre qui a criticare!
Beh, sì, lo ammetto, sarà un po' buio, ma non dir più che non si vede un tubo!
Che sono parolacce che io non sopporto!" disse il vecchio a Lucifero, "e poi se c'è una cosa, un'altra che non posso sopportare sono i criticoni: fattelo te l'Universo se sei capace! Che'd-me at dig un quel..." disse il v... era d'antica origine modenese da parte di madre, il vecchio. "Io parlo chiaro: pane al pane, vino al vino, anzi, vin santo al vin santo. Sono buono e
bravo ma se mi prendono i cinque secoli me te sbat a l'inferen com'è vero Dio!"
Ma poi volando sull'acqua stagnante e sopra i mari di quell'universo,
mentre pensava a se stesso pensante in mezzo a quel buio si sentì un po' perso.
Sbatté le gambe su un mucchio di ghiaia dopo una tragica caduta in mare;
quando andò a sbattere sull'Himalaya il colpo gli fece persino un po' male.
Fece crollare anche un gran continente soltanto urtandolo un poco col piede:
si consolò che non c'era ancor gente e che non gli era venuto poi bene.
Ma quando il buio gli fece impressione disse, facendosi in viso un po' truce:
"Diavol d'un angelo, avevi ragione! Si chiami l'Enel, sia fatta la luce!
Commutatori, trasformatori, dighe idroelettriche e isolatori,
turbine, dinamo e transistori per mille impianti di riflettori;
albe ed aurore fin boreali, giorni e tramonti fin tropicali:
fate mo' bene che non bado a spese, tanto ho lo sconto alla fine del mese.
Te Lucifero non ti devi interessare come faccio a avere io lo sconto alla fine del mese. Ma cosa vuol dire corruzione, una mano lava l'altra, come si dice; vuoi che uno nella mia posizione non conosca nessuno? Però intanto, ragazzi, andateci piano perché la bolletta la portano a me. M'avete lasciato accesa la luce al polo sei mesi, sei mesi, no, sei mesi! Grazie, c'era freddo! I surgelati li devo pur tenere da qualche parte. Adesso la tenete spenta sei mesi come... e poi quei ragazzi lì, come si chiamano quei ragazzini che vanno in giro con quella cosa... aureola si chiama? No no, non-m pies menga, no no no, ragazzi, quelle cose lì... io vi invento il peccato di superbia e vi frego tutti eh, adesso ve lo dico... Bisogna guadagnarsele... voi, a parte il fatto che non mi adorate abbastanza. No no no... Lucifero... è inutile che tu mi chiedi scusa: adorare significa non dovere mai dire: "mi dispiace"! Tientelo in mente. Voi, ecco, io vi do... ogni dieci atti di adorazione vi do un buono, ogni dieci buoni voi mandate la cartolina che il 6 gennaio... perché ci ho... poi ci ho tutta un'altra idea in testa, per la m... facciamo
Aureolissima, che è una festa che mi sembra molto bella... Piuttosto Lucifero, non sgamare... vieni qua, ragazzo. Com'è... m'hanno detto che hai stampato un libro: il libretto rosso dei
pensieri... oh, bella roba: il libretto rosso dei pensieri di Lucifero. Ragazzi mi piace... ma cosa vuol dire di sinistra, di sinistra... non sono un socialdemocratico anch'io? Avanti al centro contro gli opposti estremismi! Eh, ma... No no, non ci siamo mica. Qua, se c'è uno che può pensare
anzitutto sono io... e non tirar mica in ballo mio figlio, quel capellone, con tutti i sacrifici che ho fatto, per me lui lì finisce male. Ah me, me a tal deg, finisce male. E attento che te e lui, io ho delle soluzioni per voi che non vi piaceranno, per Dio. E non guardarmi male che qui dentro per Dio lo dico come e quando mi pare!"
Ma fatta la luce ci vide più chiaro: là nello spazio girava una palla.
Restò pensoso, gli parve un po' strano, ma scosse il capo: "Chi non fa non falla!"
Rise Lucifero stringendo l'occhio quando lui e gli angeli furon da soli:
"Guarda che roba! Si vede che è vecchio: l'ha fatto tutto schiacciato sui poli!"
"Per riempire 'sto bell'ambiente voglio metterci tante piante.
Forza, Lucifero, datti da fare: ordina semi, concime e trattore.
Voglio un giardino senza uguali, voglio riempirlo con degli animali!
Ma cosa fa 'sto cane che ho appena creato? Boia d'un Giuda! M'ha morsicato!
Piuttosto, fallo vedere da un veterinario, che non vorrei aver creato anche la rabbia, già così... cos'è che non ho creato? Lo sapevo: l'uomo non l'ho creato! Grazie, mi fate sempre fare tutto a me, mi tocca sempre fare! Qua se non ci sono io che penso a tutto... va be', nessuno è perfetto... sì, lo so che sono l'Essere perfettissimo Creatore e Signore. Grazie! adesso ti trasformo in serpente così impari, striscia mò lì! Üssa via!" E portarono al vecchio quello che c'era rimasto: c'era un... un po' di formaggio, due scatolette di Simmenthal... cioè, lui li mise
assieme e poi...
Prese un poco di argilla rossa, fece la carne, fece le ossa,
ci sputò sopra, ci fu un gran tuono, ed è in quel modo che è nato l'uomo.
Era un venerdì 13 dell'anno zero del Paradiso.
Si... si chiamava Fantoni Cesira, era la figlia d'un alcolizzato
che non aveva mai in tasca una lira e per il vino avea tutto lasciato,
lavoro e casa, figlia e consorte, che non potendo scordar col bere
(perché era astemia) la sua antica sorte, si tirò un colpo nel '53.
Povera giovane rimasta orfana mentre suo padre si ubriacava trovò lavoro in una fabbrica
e sul lavoro ogni tanto sognava, sognava panfili, pellicce ed abiti,
non più la fabbrica ville e piscine, la dolce vita,
il bel mondo e i principi, come le dive che vedeva al cine.
Ma quel bel sogno sarebbe rimasto soltanto un sogno mai realizzato
quando in paese il giorno del santo un gran veglione fu organizzato,
ci furon musiche, canti e allegria, danze e coriandoli, spumante e suoni
poi a mezzanotte una scelta giuria fece "miss tette" Cesira Fantoni,
le circondarono il petto e le spalle con nastri e fasce di seta scarlatte
su cui era scritto con lettere d'oro "evviva sempre le mucche da latte",
le regalarono trenta garofani, un "necessaire" similoro da viaggio,
quattro biglietti con sconto per cinema, cinque flaconi di shampoo in omaggio.
La sera stessa a Fantoni Cesira si presentò, assai distinto, un signore,
disse: "Permette? Il suo viso mi attira; voglia scusarmi, sono un produttore,
se lei permette, io l'accompagno: a far del cine c'è un gran guadagno",
ma quella sera non certo del cine il produttore s'interessò.
La brava giovane per far del cinema consentì a perdere la castità,
ma non per questo si perse d'animo: le rimaneva Cinecittà:
lasciò il moroso, piantò il lavoro, comperò un “topless” per mostrare il seno,
fece mandare suo padre in ricovero, e arrivò a Roma con il primo treno.
Cento anticamere fece Cesira e visitò una decina di letti,
un onorevole che la manteneva le fece fare un romanzo a fumetti,
ebbe da amanti tre o quattro negri, due segretari, tre cardinali,
si spogliò nuda a fontana di Trevi, e qualche sera batteva sui viali.
La brava giovane campava bene, ma ormai sentiva il richiamo dell'arte:
qualunque cosa lei avrebbe donato sol per avere in un film una parte;
se ne andò a letto con tre produttori, studiò dizione, bel canto, regia,
mimica, scenica, recitazione e apparve nuda in un film di Golia.
Si è sistemata Fantoni Cesira, fra letto e seno guadagna milioni:
ha cominciato a studiar da signora e si fa chiamare Cesy Phantoni (col ph),
si è messa stabile, ed è l'amante di un produttore molto influente,
tre o quattro film le produrrà, e un "premio Strega" glielo scriverà.
Lui è già sposato ma che cosa importano certe sciocchezze se si hanno i quattrini,
presto nel Messico si sposeranno, potranno fare tanti bambini.
E la morale di questa storia al giorno d'oggi non è tanto strana:
per aver soldi, la fama e la gloria, bisogna essere un poco puttana.